Presentava, così al primo vedersi, un aspetto confortevole dʼetisia. Gli mancava un dente canino. Preparava la tesi di laurea in istile dannunziano.
Questʼuomo, per lei, rappresentò lʼamore; la forza irresistibile del primo amore.
Nel mese dʼAprile, verso lʼora in cui le stanze dei quarti piani diventano buie guardando la primavera che tramonta sui tetti luminosi delle stupende città, vʼè sempre qualche ragazza di diciottʼanni che può innamorarsi dʼuno studente in medicina.
Sua madre non ne fu contenta.
Sua madre viveva con la pensione dʼun Banchiere stanco; regalava cravatte ad un Maestro di scherma; era nota per avere un bel seno, e, quando incontrava taluno che volesse pagarsi—anche a buon prezzo—il capriccio di verificarlo, non diceva di no.
Sua madre aveva una sorella che aiutava le donne al termine del nono mese: qualche volta anche prima.
Entrambe le consigliarono di rinverginire.
In quei giorni lo Studente in medicina prese la laurea; si fece mettere un canino falso, e partì.
Gli amanti si dissero addio sul pianerottolo delle scale, con un piccolo piccolo sorriso, come due persone pulite, fra le quali non fosse accaduto niente.