—Bon, Madame Fred. Vous êtes jolie à ravir aujourdʼhui! Est–il de Worth ce joli tailleur?

—Pas du tout; il est de Green. Et le chapeau est de Lewis. Quoique les tailleurs, en général, me grossissent un peu...

—Oh, quelle idée, Madame Fred! Aimeriez–vous par hasard être un cure–dents stérilisé comme la petite Estelle? Attendez: encore une épingle, et puis ça sera parfait.

Allora Fred Chinchilla si mise in cerca dʼuna persona che le premeva incontrare. Questi era il figlio del Fabbricante di Pneumatici, ossia del ricco e decorato patrono di Mimi Bluette. Non era difficile riconoscerlo anche di lontano, per la sua lunga statura ed il suo profilo aquilino. Da un padre tarchiato e da una madre gallinacea era venuto fuori così, lungo e sparuto, con una costituzione da sanatorio, su due gambe sproporzionate. Mostrava poco ingegno per lʼindustria del pneumatico, ma era invece un provetto giocatore di «chemin de fer», aveva libero accesso a tutti i palcoscenici, guidava una cento–cavalli, faceva debiti con una serietà da probiviro e si regalava tutte le primizie che venivano a sbocciare negli stabilimenti di Montmartre.

—Eh, Victor!—chiamò Fred Chinchilla, tirandolo per la manica, poichʼegli stava discorrendo con altri.

—Cʼest vous, Fred?

—Cʼest moi.

—Toute en couleur scarabée?

—Il paraît que ça porte veine...

—Ravissante!