Ma Egli andava coi poveri, co' gli umili, con i buoni derelitti, e dappertutto era dove la fedeltà inestirpabile dalla razza batteva nelle vene del popolo, e dappertutto era dove il sogno dei mistici antichi rinasceva nella disperata nostalgia della gente semitica, e dappertutto [pg!294] era dove i piegati, i flagellati, i curvi sotto le ingiustizie del mondo, i preclusi al paradiso terrestre sognavano l'appressarsi del regno di Dio; e dappertutto era dove la scintilla d'un sogno folle poteva incendiare, come un granaio ricolmo di biade aride, la infinita miseria del terribile mondo.

E la sera, davanti ai casolari, Egli passava, con il suo viso di uomo che abbia tutto pensato, e carezzava la tonda fronte ispida, il ricciuto vello ebraico dei fanciullini ch'egli amava; e stando vicino ai pozzi, quando l'ora imbruniva, quando il cigolar delle secchie portava in su l'acqua buia come se fosse piena di stelle, parlava dolcemente con le vecchie femmine ancor onuste di tarda maternità, con le spose dalle guance vellutate, con le adolescenti non ancor possedute, parlava coi duri artieri, con la plebaglia senza moneta, con i gaglioffi e con gli agguantatori che le guardie tenevano d'occhio, e parlava per tutti ugualmente, nella maniera più dolce che mai s'era udita, lasciando un lembo di sè stesso in chiunque parlava con lui.

Sicchè un giorno cominciarono con dire:—Questi è l'uomo che or venne da poco annunziando il Battista; il re di tutti i miserabili, che avrà per corona il serto di spini, per scettro il chiodo infitto nella mano.»

Ed un altro giorno dissero:—«Egli guarisce, Egli monda, Egli rigenera.»

Ed infatti, una volta, quando venne l'uomo ossessionato,—e tutta la piazza era davanti—egli disse:—«Ma tu perchè farnetichi e ti fai male con le tue stesse mani? Vieni a me, lascia che io ti tocchi, e sarai libero da ogni dannazione.»

Così fece l'ossesso—e tutta la piazza vide il miracolo—e rimase prosternata fin quando Egli sparì.

[pg!295] Un'altra volta venne a lui il paralitico, e la sua mano lo disciolse; venne il mútolo, e questi parlò. Tutti quelli che pativano furon da lui medicati. E già si parlava in ogni piazza del bianco taumaturgo, e tutti venivano, e tutti, senza erba nè farmaco, venivano mandati alle lor case, liberi dal morbo che li flagellava.

Poichè sopra tutto Egli diceva:—«Perdonate al vostro male, a chi vi dona il male, a chi vuole che vi sia dato il male; poichè nel dolore umile, nel dolore senza bestemmia è la via che conduce al bene ultimo. Anzi voi dovete conoscere, uomini, che la felicità unica viene dal dolore.»

E v'era tutto un popolo, e v'era tutto un mondo ancor nuovo a questo verbo di martirio e di purificazione, che usciva dai foschi tuguri, pronto anch'esso alla croce del Calvario, pur di credere nelle parole del bianco taumaturgo:

«La felicità unica viene dal dolore.»