Da un capo all'altro, fin dove l'ombra li cancellava, le migliaia di cristiani s'inginocchiavano, cadevano bocconi su la terra, pregavano come non ho mai udito pregare altrove, nè da una creatura nè da mille.

—Notre-Dame de Lourdes, sauvez nos fils malades...

Tutta la valle cantava. Per il bianco rumor del fiume verrebbe il segno di Dio; su la folla inginocchiata si alzerebbe, da una lettiga, da una gruccia, da un fascio di bende rosse, il tocco dalla mano di Dio.

«Diácono Ralph—(se voi siete il diácono Ralph)—rammentate ancora la mattina piena di sole, quando il raggio camminava, camminava, sul braccio, su la spalla, su la nuca di questa mia donna impaurita, e ne' vostri occhi freddi come l'argento tremò la fiamma dell'amore umano, e su lei vi chinaste con la bocca pallida [pg!322] come la voluttà, nell'odore delle violette, nel raggio di sole, monaco di Lourdes, se voi siete il diácono Ralph?...»

Cosa udivo?—Erano i tisici che tossivano, i febbricitanti che battevano i denti, erano i cancerosi che si sentivan trafiggere dalle pugnalate interne, gli artritici che non sapevano dove tenere le membra gonfie, i tifosi che balbettavano sudando freddo, i pazzi che ridevano, con un riso gutturale, aspro e corto; erano le donne sterili che domandavan un figlio, i percossi dal ballo di San Vito che accompagnavano la propria danza con un ronzìo de' labbri simile ad un rumor di cicale, i gozzuti che facevano gorgogliare la propria melopea nella vescica enorme che pendeva dal loro mento; erano le fanciulle contaminate, che pregando mettevano a nudo i loro seni rôsi e bucherellati come alveari, ed i fetidi che trasudavano di umori viscidi, luccicanti come lumacature delle biscie, gli epilettici che incominciavano a tremar di convulsione, i ciechi che piangevano, lasciando colare dalle caverne degli occhi lagrime di nero sangue raggrumato:—era la voce di tutta la umana infermità che saliva nella invocazione del cantico:

Ave, Regina Coeli, ultima nostra spes...

Un pazzo, dai capelli rossi, con due buchi nelle guance, con due grossi orecchini d'oro, faceva e disfaceva continuamente la sua floscia cravatta nera.

Due nani gemelli, congiunti per un braccio, vestiti come due pretini, senza la manica interna, s'inginocchiavano, s'alzavano insieme.

La monaca senza occhi, rigida come un fachiro, con le mani torte fin sotto i gomiti, cercava di pregare anch'ella battendo insieme i moncherini.

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