—Gloria, Regina Coeli, Mater purissima Dei...
Quello che accadde, nessuna parola può descrivere.
Tutta la gente cristiana, decine e decine di migliaia, caddero bocconi contro la terra, baciarono la terra benedetta, [pg!329] si picchiarono la fronte contro il suolo dov'era suggellata la Fonte risanatrice. S'intravvedeva nella distanza, fin dove l'occhio poteva scernere, uno stuolo di gente buia e di ceri vacillanti agitarsi come un mare in tempesta. La notizia del miracolo si era propagata in pochi istanti fino alle ultime case di Lourdes; da ogni luogo sbucava gente; una triplice fila d'infermieri, di monaci e di guidatori de' pellegrinaggi, male impediva che la folla crescente si rovesciasse oltre le barriere di corda che limitavano lo spazio destinato agli infermi. Tutti urlavano; la frenesia de' malati, per ottenere a lor volta il miracolo, diveniva una specie di parossismo; sul pergamo salì un vescovo; si mise cantare:
—Exultat domus mea, mea lucet benignitas...
D'improvviso, dal suo congegno d'ortopedica ferraglia, un paralitico sorse. Dapprima stette in bílico sui ginocchi, aprendo le braccia: indi si levò.
Si levò barcollante, nuovo a quell'equilibrio verticale come un fanciullo che discioglie i primi passi; e rideva di un riso ebete, puntellandosi nel vuoto contro la minaccia di ricadere.
Camminò. Fece alcuni passi obliqui, vacillanti come quelli d'un ubbriaco, e si volgeva per riguardare la ferraglia del suo supplizio, l'apparecchio di metallo e di cuoio che aveva contenuta la sua lunga immobilità. Poi si mise a guardare le sue gambe, a tastare le sue ginocchia, le anche, tutto il basso del suo corpo che si raddrizzava, che miracolosamente riacquistava l'elasticità nelle giunture anchilosate, negli ossi fuorviati, nelle caviglie rigonfie, nei piedi morti. E quando fu ben sicuro [pg!330] che il fuoco della vita rifluisse nella sua carne spenta, quand'egli, come un sonnambulo, pur si accorse di camminare, di camminare... una frenetica risata gli eruppe dalla gola singhiozzante, le sue braccia batterono l'aria come le ali d'un uccellaccio colpito a morte, urlò così forte che i più distanti l'udirono, e cadde all'indietro, senza flettersi, con le braccia aperte come un Crocifisso nella catalessi del miracolo, e rimase là irrigidito.
—Notre-Dame de Lourdes!... sauvez nos fils malades!...
Erano le madri, le tragiche madri della prole maledetta, che urlavano con una specie di umiltà esasperata, di fede selvaggia; le madri che non perdonan nemmeno a Dio di avere maledetto il loro grembo.
E squassavano i párgoli rachitici, dalla enorme testa calva, con il collo segnato dalla scrófola, con le orrende macchie indelébili del vino e della pallida lue. Su questi visi di bámboli, átoni di senile imbecillità, batteva il fuoco delle torce illuminando le tragiche devastazioni dei crimini procreativi, sul braccio di quelle madri spettinate, scarne anch'esse, logore dal contagio che inflissero al figlio d'un contaminato.