Abbiamo dunque deciso di andare a Bilbao. Per quale scopo veramente non saprei. Lasciato il numeroso nostro bagaglio all'hôtel de la Reina Maria Cristina con poche valige andiamo a Bilbao. Ieri, nel pomeriggio, camminando lungo la Zurriola, abbiamo scoperto entrambi che San Sebastiano era divenuto un luogo estremamente noioso. Io vi dissi:
—Volete fare con me un piccolo viaggio?
Voi, senza nemmeno riflettere, mi rispondeste:
—Volentieri.
Avrei desiderato condurvi a Pamplona; invece preferiste Bilbao. Avrei voluto rivarcare il Passo di Roncisvalle e riveder la muraglia ove cadde ferito il giovine condottiero Iñigo Lopez de Recaldo, che fu più tardi il monaco Sant'Ignazio da Loyola. E voi, Madlen, or che siamo giunti su la piazza di Motrico, volete fermarvi a guardare con i vostri occhi lionati come due belle ágate il monumento marmoreo del generale Cosme Damian de Churruca, grande stratega d'oceano, che trovò l'abisso e la gloria nella battaglia di Trafalgar. Lo avete guardato abbastanza, Madlen? Sì? Ebbene ripartiamo. Ecco la funzione de' grandi uomini: servir da pretesto a quegli orribili ornamenti architettonici che nelle piazze pubbliche sorvegliano la circolazione degli affaccendati borghesi.
Madlen, in questa bella mattina così gonfia di sole non mi ricordo più se vi amo e nemmeno se vi desidero ancora.
Nella mia irritazione, profondamente esasperata, v'è qualcosa che non trema più, non trepida più, quando [pg!158] la vostra bellezza mi guarda, lo sono quasi un complice, ormai, del vostro tormentato vizio. Ma un complice rimasto con le mani pure, su l'orlo e quasi nella perdizione della vostra magnifica impurità. Litzine... Vi ricordate che bocca innocente aveva la bionda Litzine? Ora io vedo sempre, dappertutto, le vostre braccia così bianche, su la coltre, avviluppate; sento ancora in me la gioia del nodo che vi strinse... Poi, la mattina dopo, voi eravate bella come ogni giorno siete, calma come ogni giorno siete. Con un passo agile, tra un rumore di gioielli, passavate nell'atrio dell'albergo, senza nemmeno degnarvi di guardare quella povera piccola gente.
Litzine fece colazione con noi, tranquilla, come una signorina molto per bene. Aveva gli occhi leggermente cerchiati, e di ogni cosa, mangiando, rideva col suo bel riso d'adolescente. Più tardi comandò l'automobile, discusse, pro forma, sul prezzo della camera; il segretario le portò un gran mazzo di fiori, ed ella fece ritorno a Biarritz. Ecco la vera innocenza: non ricordarsi nemmeno del peccato.
Ma voi, Madlen, voi, suppongo, ve ne ricordate. Voi, Madlen, non siete una stordita fanciulla di vent'anni, che si abbandona o si regala, senza nemmeno comprendere il piacere che dà.
Oh, vi prego, vi prego, lasciatemi dimenticare che vi amai...