— E soffrire a che?

— Per divenire, per accrescersi, per allontanarsi sempre più dalla materia attraverso il peso della materia, per spegnere, nella ruota d'infinite incarnazioni, il desiderio di esistere: questo peccato che ci condanna a ritornare in vita.

E se fosse vero? Se veramente noi non fossimo il Re dell'Universo come la nostra religione ci promette? Se veramente il verme, il cane, l'uomo non fossero che graduazioni varie dello spirito, della stessa forza immanente che palpita ovunque, esitando incerta verso una mèta che ignoriamo e che non è forse se non la pace dell'Increato?

Retorica elementare, fatta odiosa da tutti i trattatelli teosofici, ma che, esposta con brevi parole da questo guardiano dal volto ascetico come un San Francesco di bronzo, non ci può far sorridere come il nostro orgoglio occidentale vorrebbe.

FINE.

[ INDICE]

[Le grotte delle Trimurti]Pag. 1
[Le Torri del Silenzio]21
[Goa: “la dourada„]39
[Un Natale a Ceylon]63
[Da Ceylon a Madura]79
[La danza d'una devadasis]99
[Le caste infrangibili]119
[I tesori di Golconda]133
[L'Impero dei Gran Mogol]149
[Agra: l'immacolata]171
[Fachiri e ciurmadori]185
[Giaipur: città della favola]197
[L'olocausto di Cawnepore]215
[Il fiume dei roghi]231
[Il vivajo del Buon Dio]249

DEL MEDESIMO AUTORE:

I colloqui, liriche. In-8, copertina disegnata da Leonardo Bistolfi L. 4 —