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— Quasi notte... una notte curiosa, piena di cose scontorte che tagliano le mani... Cercherò di scendere dentro... Tenete teso il cavo... Ecco: ci sono...

— 50!

— Dove?

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— .... dentro... Tocco una porta stagna scardinata... Filate un po'...

I cavi ebbero un balzo in giù e poi ripresero a strisciare lentamente per fermarsi di nuovo. Nessuno parlava. Il rumore ritmico dei volanti e degli stantuffi pareva la lieve palpitazione della zattera stessa, divenuta attentissima come una cosa animata e ragionevole, come gli uomini che portava sul dorso.

E su questo silenzio sorse dall'abisso una sola parola che diede i brividi:

— Un cadavere!

E poi dopo una lunga pausa, qualche altra parola distaccata, certamente frammezzata da palpeggiamenti e constatazioni orrende.