The Chief of the Staff, please?

Yes Sir, upstairs... — Salire ancora — è la risposta delle rosse sentinelle, pendoli umani oscillanti in pochi metri, tra due brusche giravolte, come avanti a due mura immaginarie.

Che sia andato a stabilirsi sulle tegole?

Domandiamone notizie a qualcuno che non oscilli e che seduto a un tavolo abbia il cervello non scosso. Ecco una stanza dalla porta spalancata, piena di ufficiali di Marina, di tutti i gradi, curvi su carte.

Entro: nessuno leva il capo: nessuna domanda mi viene rivolta: sembra che io abbia un mio tavolo abituale lì. — Uno ve n'è, biondo, rasato, come tutti del resto, che nel raccogliere per un istante le idee, si passa la sinistra sulla fronte e mi guarda senza vedermi affatto, servendosi di me come punto di concentrazione del pensiero, capitatogli avanti per caso. Se non v'era la mia persona, v'era sempre una lavagna appesa nella stessa direzione al muro, pronta a servire lo stesso alla sua momentanea fissità.

È bene che la situazione non si prolunghi troppo.

— Può dirmi, signore, dove sia andato a finire il Capo di Stato Maggiore?

Lo sguardo che mi fissa si ravviva e mi «vede». Cade la penna e la fisonomia assorta si stempera in un sorriso.

— Qui: son io. How do you do?

Ecco un altro dei tanti sconosciuti che oggi si sono interessati alla mia salute.