Voi, povere creature di Parigi, prostrate in sanguinolente mucchio intorno al simulacro del vostro Redendore lo direte al Cielo... E rispondi tu, giocondo vecchio buon Dio: queste risposte son per te, per il tuo tripudio, per i canti delle tue giovanette, dei tuoi studenti, dei tuoi poeti: e per la tua storia. Su, manigolda Deità: rispondi dunque, ibrido impasto di Moloch, di Wotan, di Parsifal, di figure delireggianti mezze nazzarene e mezze sceme, armate e crociate, vaganti tra un Paradiso-imitazione e un Valhalla bagnato dal Reno e dal suo vino! Non avevi già distrutto il diritto, la legge morale, la civiltà?
Ghigni? Ah, tu vuoi significare che finchè restava la Fede, finchè si poteva esclamare «Mio Dio!» ad ogni nuovo tuo orrore........
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COME NELLA TETRA LEGGENDA ADRIATICA. (.... E IL MARE).
Esso è divenuto ad un tratto, rotonda
sterminata platea di giustizia....
(Lu Scïò).
I.
Eccolo: non tollera confronti: è Lui, nella sua immensità di deserto, nella sua immutabile maestà di elemento eterno, animato ancora da tutta la forza ricevuta in dono quando venne consacrato Mare dal Dio della Genesi!
Oggi palpita appena, eppure i macigni delle due dighe che s'addentrano laggiù nel suo seno per proteggere contro di lui questa base di guerra, tremano del suo palpito, stretti pavidamente insieme.