Una contrazione: niente. E poi è un periodo di feste che mi s'annuncia... Verranno qui due navi tedesche: la «Goëben» e la «Breslau» insieme allo «Sleipner» — l'ex-cacciatorpediniere trasformato in veloce yacht di S. M. l'Imperatore di Germania. E subito dopo giungerà l'« Hohenzollern» con a bordo Sua Maestà... Feste, feste della nostra alleanza, la vera, l'unica garanzia della pace, che nessuno oserà rompere mai...
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— Non so più come fare — mi dice il direttore dell'Hôtel che ritorna a me non appena son rimasto solo. — Non ho più camere disponibili e continuano a giungere telegrammi di richieste, potrei dire, da ogni parte d'Europa. Son tutti tedeschi che piovono qui in questi giorni... Magra clientela e non troppo desiderabile... Esigente, pitocca e grossolana.
— Risponda no.
— Sarebbe imprudente. Sono vendicativi e organizzati anche nella vendetta. Lei non può averne idea... Si guardi intorno: decorazioni, tappezzerie, lampadari, cristalli, mobili, tutto è «made in Germany», tutto ci vien di là... Lei mi capisce?... Non c'è che un sistema... Mandar via i pali...
— I...?
— I pali.
E siccome lo guardo con una certa sorpresa, — Noi chiamiamo così — prosegue — tutti coloro che ospitiamo a ridottissimi prezzi e anche gratis e che servono di richiamo. C'è un po' di tutto: autentica nobiltà che ha molte relazioni e le attira qui vantando l'ambiente, la stagione, ecc.: un magnifico profitto per noi; pseudo-artisti che «lavorano» nella cerchia intellettuale, intrattengono gli ospiti veri e rappresentano una speciale attrattiva, molto apprezzata dal forestiero «rasta». E poi — palo supremo — alcune abitatrici così dette di passo — ben mascherate di rispettabilità nei saloni da pranzo, da ballo, di scrittura e nei salotti del pian terreno, ma che dopo la breve salita dell'ascensore, cambiano un po' carattere...
Mandar via costoro non è un gran male. Li raccomanderemo ad un altro Hôtel, tanto devono ben passare la stagione in qualche modo. Li richiameremo quando avremo di nuovo stanze vuote. Lo vede che lei ha bisogno di essere istruito?
Proprio vero: ho bisogno di essere istruito: e quest'uomo che ha per orizzonte una lista di nomi rinnovata ogni giorno, possiede inestimabili tesori di scienza. Peccato che una tedeschina verso cui si precipita per chiederle con premura se ha pranzato bene, me lo porti via con un «Ia wohl» che è tutto un poema di riconoscenza gastrica, seguito da altri desideri gastrici per l'indomani.