v. 7: «Regno»: non «segno», come avevo creduto di leggere, per aver un senso più chiaro, nell'ediz. del 1907. «Regno» dice veramente L.

Lettera II a Fra Guittone. È in L, da cui la riproduco. Fu già pubblicata dal Bottari ( Lettere citt., p. 77).

Son. IV, prima terzina. Com'è in L, questa terzina non dà senso. L'ho rabberciata, sciogliendo il «che» in «ch'è» nel primo verso e aggiungendo la congiunzione «e» nel terzo. Il senso allora corre spedito: «Me ne scoraggio, perché anche la giustizia di Dio è senza difetto. Vorrei sapere come misericordia chiede contro di essa al vero Dio o mi dà la salvazione dell'anima».

Lettera a Bindo di Alessio Donati. È in L, da cui la traggo, correggendo l'ediz. cit. del Bottari.

Son. V, v. 8: «unde». Cosí ha L, non «onde», come lesse erroneamente il Bottari.

v. 12: Tolgo l'«e», che avevo creduto di aggiungere, ma che non è in L, e sciolgo il «perché» in «per che». Leggo quindi «per che è», giacché nel ms. è anche questo «è».

v. 13: «animai». Veramente L ha «animali»; ma in tal modo non tornerebbe più il verso.

Son. VI, v. 12: «S'è per». Attenendomi ad L, correggo cosí la mia antica edizione, e il senso è chiaro: «Se è per colpa della fattura del corpo che contiene l'anima».

Lettera a Dotto Reali. È in L. La riproduco dall'edizione che ne ha data il Monaci nella Crestomazia del primo secolo della lingua, con lievissime modificazioni grafiche.

Son. VII, v. 4: «volere». L ha «voler»; ma, per necessità di verso, ho aggiunta un «e» finale.