Canzone II, v. 23: «voglienza». L ha «veglensa».

v. 49: «fiata spico». L ha «fieta». Intendi: È cosa che odora («fiata») piú che spigo. Lo spigo poi ognun sa che è un'erba aromatica.

v. 54. Intendi: Quanto piú possiede senza Dio, piú è iniquo.

v. 62: «impasso», cioè impazzo. Anche qui conservo l'ortografia pisana per la rima con «lasso».

v. 74: «for' nullo par bono»: cioè fuori di cui non appare alcun buono.

v. 100: «in tal pentèro». L ha «pente pentero». Intendi: Non vi sono tante stelle in cielo, né gocce d'acqua in mare («candelle»), quante io non ho gocce (lacrime) in tal pentimento.

Canzone III, vv. 7-8. «Torto» qui sta per «tolto». Il senso è: Perché mi vedo tolta gioia da ogni parte; e il cuore sempre accorto erra a darmi il contrario della gioia, cioè il dolore.

v. 9: «isperato». L ha «sperato».

v. 13: «chi di guardar». L ha «che di guardarno

v. 17: «e chi ne ha». L ha «e chi 'n dá». Intendo: E chi ha fatto ciò, che si fugga il bene e si segua il male, tra quelli che piú avevano potenza in Pisa?