Quando vegio la rivera
e le pratora fiorire,
e partir lo verno ch'era,
e la state rivenire,
e li auselli in schiera
5
cantare e risbaldire,
no mi posso sofferire
di non farne dimostranza;
ch'io agio odito dire
ch'una grande allegranza
10
non si pò bene covrire,
se cotanto s'innavanza!
E l'amanza — per usanza,
c'ho de la frescura,
e li alori, — che de' fiori
15
rende la verdura,
sí m'incora — e innamora
che mi disnatura.
Und'io trovo novi canti
per solazo degli amanti
20
che ne canti — tutti quanti.
Chi trova casione
fa contra rasione,
ch'or'è la stasione
di far messione;
25
a ciò che sia conforto
lo tempo, ch'è passato,
di quelle, c'han diporto
di core innamorato,
che non degia esser morto
30
chi di bon cor è amato.
Voi, pulzelle,
novelle,
sí belle,
issa vo' intendete;
35
maritate,
ch'amate
istate
lungamente sète;
dalli amanti
40
davanti
cotanti
piú non v'atenete.
Rendete le fortesse,
ché noi vegnán per esse:
45
non state piú in duresse.
Che l'altesse
son duresse,
che voi dimostrate;
e feresse
50
e crudellesse,
quando disdegnate.
Se paresse
a voi stesse,
or non v'amantate;
55
e vivete — in allegranza
e compiete — la speranza
di color, che n'han fidanza,
per l'altèra — primavera;
ché 'l tempo è gaudente,
60
e la spera — e la cèra
chiara de la gente.

II

Si lamenta della durezza della donna sua, che un tempo lo aveva fatto sperar bene: ha fiducia però ch'ella un giorno muti pensiero.

Oi, amadori, intendete l'affanno
doglioso, che m'avene,
che mi convene — una donna servire
ed ubidire — sovente;
però ch'io l'ho 'n talento
5
e penaci la mente
e 'l cor ne sta in tormento;
e li tormenti e li gravosi dogli,
ch'io per suo amor patisco.
Non mi faría l'om tanta guisa noia,
10
s'io da lei gioia — avesse
in vista od in sembiante;
ma mostrami duresse
quando le son davante.
Davante che 'l meo core s'aprendesse
15
del suo dolze piagere,
mostravami di darmi intendimento.
Or m'ha messo 'n arsura,
sí ch'io non ho possanza;
di me non mette cura.
20
Vede se fa fallanza!
Ma non falla tanto
quella per cui canto,
ca s'io fosse santo,
sanza il suo volire,
25
ch'io no lasasse
per ella non pecasse,
s'ella m'amasse
o mostrasse — piacire.
E messire — Ivano
30
e 'l dolze Tristano
ciascun fue sotano
ver' me di languire.
S'io languisco,
non perisco,
35
ma nodrisco — in disianza;
vo penando
e pensando
e chiamando — pietanza:
come nave,
40
che, soave,
che sta in grave — tempestanza.
Cotanto amo,
che pur bramo
d'incarnare infra l'amore:
45
sto ne' ramo
piú ch'Adamo
per lo pome de l'erore.
Né non dico,
né disdico,
50
né non faccio dimostranza
né amico,
né nemico
per la mia dolze speranza.
S'eo la sguardo,
55
'ncendo ed ardo,
tanto temo no le spiaccia;
sí ne 'mbardo
ca tuto ardo,
par che tuto mi disfaccia.
60
Muovi, dansa,
per amansa
di quella gentil donzella:
di' che cansa
la speransa,
65
se da me piú si rubella;
ché mi tiene
'n tante pene
ch'io non posso piú durare;
ma la spene
70
mi mantiene,
per ch'io spero di cantare.

BALLATE

I

Non si vantino le proprie virtú. Dio disperda chi male amministra la giustizia.

Molto si fa biasmare
chi loda lo su' afare
e poi torn' al niente.
E molto piú disvia
e cade in gran falenza
5
chi usa pur folia
e non ha canoscenza:
qual om ha piú balía
piú dé' aver soferenza
per piacer a la gente.
10
Molti son che no sanno
ben dir, né operare:
sed han buon prescio un anno,
non è da curuciare;
ché tutto torna a danno.
15
Falso prescio durare
non pora lungamente.
Qual om è laldatore
de lo su' fatto stesse
non ha ben gran valore
20
né ben ferme prodesse;
ma l'uom, ch'è di buon cuore,
tace le su' arditesse
ed ède piú piacente.
Valor no sta celato,
25
né prescio, né prodessa,
né omo inamorato,
né ben grand'alegressa:
come 'l fochio lumato,
quando la fiam'ha messa,
30
si mossa grandemente.
Strugga Dio li noiosi,
falsi iscanoscienti,
che viven odiosi
di que' che son piacenti;
35
dinanzi so' amorosi,
dirieto son pungenti,
com'aspido serpente.
Sieden su per li banchi
facendo lor consiglio:
40
dei driti fanno manchi,
del nero bianco giglio,
e nonde sono istanchi;
und'e' mi meraviglio
come Dio lo consente.
45
Balata, in cortesia,
ad onta de' noiosi,
saluta tuttavia,
conforta li amorosi:
e di' lor ch'ancor fia
50
li lor bon cor gioiosi
seranno tostamente.

II

Varie e tante son le bellezze della donna sua.