Noi, i vincitori, prescelti ad eseguire sulla Francia moderna il giudizio della storia, abbiamo innanzi tutto l'obbligo di riconoscere ciò che la nostra opera politica deve alle azioni, alle idee, agli errori stessi dei francesi. Soltanto che la vera forza dei popoli non consiste già dell'inventare, ma nel formare, ritenere e perfezionare le idee proprie del tempo. Era un francese l'uomo il cui spinto creatore gittò la traccia più ardita e sicura del protestantismo; e francesi i sereni eroi della fede, i quali combatterono le prime ardue lotte dell'idea calvinistica. Eppure la sementa di Calvino, che germogliò opulenta sul suolo straniero, appassì sul terreno patrio e si perde; e la Francia non prese parte alcuna dei benefizi della Riforma. Si ripeterà nella vita politica la dolorosa esperienza? Le idee del sistema rappresentativo non sono state superate dal bonapartismo; e vale anche per la Francia la legge storica, che spinge alle forme rappresentative tutti i popoli del continente. La nazione ha semplicemente la scelta, o di trasformare lo stato in modo che possa comportare una rappresentanza popolare, oppure di appassire e irrigidirsi come la Spagna, dominatrice, un tempo, del mondo. L'Europa non può fare a meno del genio della Francia. Sarebbe una sventura ineffabile per la civiltà del mondo, se il popolo di Molière e di Mirabeau avesse sperperata per sempre la sua potenza creatrice. Noi non rinunziamo punto alla speranza, che la meravigliosa freschezza di vita dei francesi sia un giorno per risorgere dalla decadenza profonda, ma la presente generazione non vedrà affatto la fine di queste contese.
FINE DEL SECONDO VOLUME E DELL'OPERA.
INDICE DEL VOLUME SECONDO
PARTE IV. La Repubblica e il Colpo di Stato.
I. Sgretolamento della Società p. 3
II. La Costituzione repubblicana » 27
III. L'elezione presidenziale » 35
IV. Le lotte parlamentari » 46
V. Il Colpo di Stato » 64
PARTE V. Il secondo Impero.