Hilda. Impressionava di vederla così in alto: «Se cadesse il costruttore» si pensava.
Solness. (seccamente, per troncare il discorso) Sì, questo avrebbe anche potuto accadere, perchè una di quelle indiavolate ragazze vestite di bianco cominciò a urlarmi, fissandomi...
Hilda. (raggiante di gioia) «Evviva il costruttore Solness»? Oh, sì.
Solness. Ed agitò e sventolò la bandiera sì tanto, che poco mancò non mi cogliesse il capogiro.
Hilda. (sottovoce, seria) Quella ragazza indiavolata, ero io.
Solness. (la fissa con gli occhi sbarrati) Ora ne son certo. Deve essere stata proprio lei.
Hilda. (di nuovo con vivacità) Era uno spettacolo così bello, così emozionante! Non avrei mai creduto che in tutto il mondo esistesse un costruttore capace di costruire una torre così alta, e che io potessi vederlo lassù in alto... in carne ed ossa, senza provare il minimo capogiro. Ecco ciò che faceva girare la testa a quelli che guardavano.
Solness. E come mai sapeva lei....
Hilda. (con un gesto di denegazione) Oh! no! Me lo diceva l’animo mio. E altrimenti lei non sarebbe stato certo capace di cantare lassù.
Solness. (la guarda meravigliato) Cantare? io ho cantato?