ATTO SECONDO.

SCENA I. Solness, Kaja e la Signora Solness.

Una piccola sala, bene addobbata, in casa del costruttore Solness. In fondo una porta a vetri, che dà sulla veranda e sul giardino. A destra in un angolo ottuso, una grande finestra e davanti a questa una giardiniera piena di fiori. A sinistra, in un altro angolo ottuso, una piccola porta.

Sul davanti a destra, una mensola con uno specchio grande e gran copia di fiori e di piante bellamente disposti sul davanti; a sinistra, un sofà con tavolo e sedie; più indietro una scansia di libri.

Avanti alla loggetta, un tavolino e alcune sedie. È mattina, di buon’ora. Il costruttore Solness è seduto al tavolino coi disegni di Ragnar sfogliandone alcuni e guardandoli più attentamente. La signora Solness va intorno pian piano, con un piccolo inaffiatojo, occupandosi dei fiori. È vestita di nero. Il suo cappello, il mantello e l’ombrello stanno sopra una sedia.

Solness la segue di tanto in tanto collo sguardo di sott’occhio, nessuno dei due parla. Kaja Fosli appare piano dalla porta a sinistra.

Solness. (volge la testa e dice con aria indifferente) Ah, è qui?

Kaja. Volevo dirle soltanto ch’ero venuta.

Solness. Sì, sì, va bene. E Ragnar è di là?

Kaja. No, non ancora, ha dovuto fermarsi in casa per aspettare il medico. Ma verrà subito per domandare se...