Bast. St! indovina: non è lontana di qui.

Stensg. La signora Rundholmen?

Bast. Sì, è lei. Di’ una buona parola in mio favore. Capisci che per me sarebbe un partito convenientissimo: s’intende di affari, è ricca, in buoni rapporti colla famiglia del ciambellano, dopo che sua sorella è stata governante in casa Bratsberg. Se riesco a sposarla potrò avere i lavori del Comune. E poi, amico mio.... io l’amo!

Stensg. Amare, amare! Lascia in pace questa vecchia canzone, quest’ipocrisia!

Bast. Ipocrisia?

Stensg. Sì. Non capisci che tu menti a te stesso? Tu parli d’amore e di lavori del Comune, tutto insieme. Chiama invece le cose col loro nome. No, no, non ci vedo chiaro in questa faccenda: io non voglio entrarci.

Bast. Ma senti dunque....

Stensg. No, no, ti prego. (A Fieldbo che entra) Ebbene, come vanno le elezioni?

Fieldbo. A gonfie vele! Lundestad dice che tu hai quasi tutti i voti!

Stensg. Davvero?