SCENA XI. Stensgard, Hejre, signora Rundholmen.

Hejre. Ah, ah! Tutto va a gonfie vele! Stensgard, Stensgard! Siete proprio fortunato! Tutti votano per voi! Votate per lui anche voi, signora Rundholmen!

Sig.ª Rundhol. Eccone un’altra delle vostre! Ma davvero, tutti votano per lui?

Hejre. Tutti. Il signor Stensgard gode la fiducia pubblica. Il vecchio Lundestad ha tutta l’aria d’un cane frustato. Ah che bella cosa tutto questo movimento!

Sig.ª Rundhol. E sarete ben fortunati tutti di averlo eletto! Io non posso votare: ma esserne felice, sì! (Esce).

Hejre. Guardate, signor Stensgard, voi mi sembrate adattatissimo per consolare una vedovella! Sapete, dovreste dedicarvi a quella lì: fareste un buon affare, mio caro.

Stensg. Alla signora Rundholmen?

Hejre. Ma sicuro: ve l’ho già detto: essa sarebbe un’ottima moglie. E del resto, sapete: sarà il miglior partito della città, non appena la rovina del signore di Storli verrà dichiarata.

Stensg. Ma spero bene, che nessuna sventura minaccierà quelli di Storli!

Hejre. Eh? Ma avete la memoria labile, mio carissimo. Non vi ricordate già più di quanto si diceva prima? Non si parla dappertutto di bancarotta e di rovina, e non sono venuti a cercar Monsen anche qui? Tre forestieri sono arrivati a Storli.