Stensg. Ma come? Anche il nome del firmatario!...
Hejre. È un falso, amico mio, un falso, come è vero ch’io mi chiamo Daniele. Basta guardarlo un momento....
Stensg. Ma par impossibile! Certamente, Monsen non vorrebbe....
Hejre. Monsen? Egli non capisce niente dei suoi affari; volete che capisca di quelli degli altri? Ma bisogna che tutto ciò finisca una buona volta! Il peggio si è che Monsen trascina nella sua caduta il giovane Bratsberg, e che Bratsberg, il negoziante, vi tira a sua volta Bratsberg, il ciambellano.
Stensg. Sì, è quello che si diceva poc’anzi.
Hejre. Naturalmente, un fallimento ne porta con sè degli altri, ed ecco come molte persone si trovano spesso rovinate tutte in una volta! Ma tenete bene a mente quanto vi dico, perchè io son profeta: Monsen andrà in galera; il giovane Bratsberg otterrà un accomodamento; e il vecchio Bratsberg sarà messo sotto tutela. Vale a dire, che i suoi creditori gli faranno un vitalizio di qualche migliaio di talleri. Bella fine, bella fine in verità! Del resto, è sempre così!... Sapete, eh, il vecchio proverbio latino? «Fiat justitia pereat mundus» che vuol dire, in buon volgare: «Che strana giustizia c’è in questo mondo corrotto!»
Stensg. (molto agitato). Ecco due vie che si chiudono innanzi a me!
Hejre. Eh?
Stensg. E proprio adesso!