Erm. Sono felice, è una buona e brava donna che non manca di educazione.
Greg. (tra sè) No, non può essere lei.
Erm. Se tu mi verrai a trovare, sono certo che non riconoscerai più la Gina.
Greg. (meravigliato) La Gina?
Erm. Non ti ricordi, quella giovane che fu dama di compagnia di tua madre?
Greg. (fissando Erminio negli occhi) Gina Hansen; quella che assistette la mia povera mamma.
Erm. Appunto. (con un sorriso) Vedi che il signor Werle ti aveva scritto qualche cosa.
Greg. (alzandosi e passeggiando) Sì, sì.... mi pare, mi pare, (si siede sul bracciale della poltrona dov’è seduto Gregorio) E fu mio padre che ti fece conoscere lei?
Erm. Gina non restò molto tempo in casa tua, erano gli anni in cui tua madre stava male; un anno o due prima della sua morte.
Greg. (serio) L’anno stesso. Continua.