Edvige. (con trasporto) Tanto! Gli voglio tanto bene!
(Ekdal fa per andare verso la porta di sinistra).
Gina. (volgendosi) Vuole qualche cosa in cucina?
Ekdal. Resta pur a sedere, vado io (esce per l’altra porta di sinistra).
Gina. Purchè non abbia a bruciarsi al fuoco (ascoltando un momento) Edvige, guarda quello che fa.
(Ekdal rientra con una brocca d’acqua bollente e si dirige verso la sua stanza).
Edvige. Volevi dell’acqua bollente?
Ekdal. Sì, ho da scrivere e di là ho freddo.
Gina. Se vuol mangiare di là vi preparo la cena.
Ekdal. Ho da lavorare, per ora non mangio. Ho da lavorare e non voglio che nessuno m’abbia a disturbare (brontolando entra nella sua stanza).