Greg. E la mia famiglia. (a Gina) Buona sera signora Ekdal, mi riconosce?
Gina. (turbata) Il figlio del signor Werle, non è difficile a riconoscere.
Greg. No, io assomiglio a mia madre. Se ne ricorda ancora, lei?
(Gina si turba).
Erm. (che non si è accorto del turbamento di sua moglie.) Hai abbandonato la casa?
Greg. Sì, sono andato ad alloggiare all’albergo.
Erm. Giacchè sei qui, togliti il pastrano.
Greg. Grazie. (si toglie il paletot, anche lui non sarà più in marsina)
Erm. Vieni, siediti vicino a me. (Gregorio si siede sul divano ed Erminio su una sedia in faccia a lui).
Greg. (guardandosi attorno) Qui tu dimori! tu lavori qui?