Erm. Ti ringrazio, ma ciò deve aver recato dispiacere a tuo padre; io non vengo mai in casa tua.
Greg. Lo so. Ma io volevo vederti, parlarti; presto ripartirò e sono tanti anni che siamo divisi.
Erm. Quasi sedici anni.
Greg. Lascia che ti guardi, sei diventato un pezzo d’uomo, della salute non puoi lagnarti.
Erm. (triste) Il fisico non ha sofferto, ma il cuore!... (si passa una mano sulla fronte) La sciagura che mi è toccata.
Greg. (triste anch’esso abbassando la voce) Lo so.... e ora come sta tuo padre?
Erm. Ti prego, non parliamone. L’infelice vecchio vive presso di me.... non ha nessun altro al mondo.... parliamo delle tue miniere sarà meglio.
Greg. Sì hai ragione, (si siedono su due poltrone in faccia al camino) Nelle mie miniere, nella mia cara solitudine io pensavo a te, alla nostra amicizia.
Erm. (interrompendolo e stringendogli la mano) Grazie, grazie, ora sono certo che sei sempre lo stesso Gregorio.
Greg. Che intendi dire?