Greg. Il tempo si è fermato lì dentro, presso l’anitra selvatica.
Edvige. E poi scatole di colori.... Giornali, riviste.... Ma ciò che a tutto preferisco sono quei libri.
Greg. Ne ha letti qualcuno?
Edvige. Tutti.... tutti quelli che non sono scritti in lingua straniera. Peccato che la maggior parte sieno inglesi e per me illeggibili. Tra gli altri c’è un libro, la «Storia di Harryson» quello è il mio favorito. È vecchio sa, avrà più di cento anni, ma le incisioni ci sono a centinaia; la prima rappresenta la Morte; una eterea figura avvolta in veli neri, e che ha in una mano l’orologio a polvere, nell’altra una falce; dietro a lei procede lentamente l’Oblìo. Ma ivi ci sono dei bei castelli, delle battaglie.
Greg. E dove Erminio ha trovato questi libri?
Edvige. Una volta abitava da noi un vecchio capitano, che ne empì la casa con i suoi stracci, ma un bel giorno il vecchio è uscito e non fu più visto rincasare. Mi ricordo che lo chiamavano «l’augello olandese». Non seppi mai la ragione di questo nomignolo.
Greg. E quando contempla quei bei castelli, quei giardini, non le viene mai l’idea di vedere da vicino questo mondo, questo gran mondo, che turbina vicino a lei, fanciulla mia?
Edvige. Io no! Io voglio restare sempre con mio padre e con mia madre! (si pone al lavoro, breve pausa).
Greg. È brava per ritoccare le fotografie?
Edvige. È roba da poco, questa, ma mi piacerebbe tanto sapere fare delle belle incisioni, simili a quelle dei libri inglesi.