Greg. (sorridendo) Non ha una famiglia.... come i conigli per esempio.

Edvige. Sicuro. E poi la poverina vede le galline, i loro pulcini e lei non ha nessuno, fu strappata dal suo mondo; delle altre bestie che sono là, nessuno la conosce, tutti la guardano con diffidenza, nè osano accostarsele.

Greg. E la poverina poi, fu già in fondo al mare; ella scese quell’abisso il cui accesso è a noi vietato: ella là vi aveva cercato, vi sperava la morte e non vi trovò invece che il servaggio, la schiavitù.

Edvige. (lo guarda un poco stupita).

SCENA V. Gina e DETTI.

Greg. (vedendo Gina che viene dalla cucina con tovaglie e piatti, si alza). Buon giorno, venni troppo presto, eh?

Gina. Tutt’altro, tra poco è servito tutto. Edvige sgombrami quel tavolo. (accenna a quello di mezzo, Edvige obbedisce e Gina intanto comincia a preparare la tavola, Gregorio siedesi sul divano e sfoglia un album che è sull’altro tavolo).

Greg. (a Gina) Dunque anche lei, signora Ekdal, sa ritoccare le fotografie?

Gina. (continuando a preparare la tavola). Sicuro, un pochino.

Greg. È un vantaggio per Ekdal, ora che si mise a fare il fotografo.