Greg. Già.

Gina. (che si sarà sempre occupata nell’apparecchiare la tavola andando e venendo dalla cucina) Povera bestia, e dopo essere stata anche nel fondo del mare.

Erm. Ebbene si va a tavola?

Gina. Tra pochi minuti. Edvige vieni ad aiutarmi. (Edvige e Gina vanno in cucina)

SCENA VII. Gregorio e Erminio.

Erm. (a Gregorio che guarda sempre nel solaio gli dice a mezza voce) Scusa Gregorio; non guardare ciò che mio padre fa, gli dai soggezione tu, ed è capace di fare qualche malanno. (alza la tenda del solaio e vedesi il vecchio Ekdal chino che lavora, una gallina tenta entrare in scena) Via, via, cosa fa qui lei, torni al pollaio. (chiude i battenti dell’uscio) Se non chiudo, queste benedette galline m’entrano nello studio e Gina non vuole.

Greg. Tu, dunque, fai quello che vuole tua moglie?

Erm. Lascio a lei la direzione della casa, così io posso ritirarmi e riflettere su cose molto più importanti.

Greg. E sarebbero queste cose importantissime?

Erm. Non te lo dissi ancora, lavoro assiduamente ad una mia invenzione. Non ne hai mai inteso parlare?