—È vero. Ma cosa vuoi che ne faccia il tuo fratellino? Egli non ha denari, nè potrebbe quindi adoprarla. Anche tu, appena la ricevesti, corresti subito a buttarla nel fondo del cassettone.
—Scusa, mamma, ma la borsa sarebbe un bel regalino!
—No, figliuola: un regalo, a voler che sia bello deve piacere a noi: e far piacere a chi lo riceve.
—Dunque, a detta tua, io dovrei regalare a Manfredo tutte le cose che mi sono care!
—Tutte, no. Una sola basterebbe!
L'Ida riflettè un momento e disse:
—Quand'è così coglierò, per la festa di Manfredo, i più bei fiorellini della mia pianta, e gli regalerò il passerotto.
—Brava bambina! Lo dicevo tra me che la mia Ida ha buon cuore!
—Aspetta: cominciando da oggi, voglio che il passerotto si avvezzi a volar sulla spalla di Manfredo: così gli si affezionerà, e quando glie lo regalerò, lo gradirà di più.
—Dammi un bacio, figliuolina mia amorosa. Quest'attenzione gentile raddoppia il valore del tuo regalo. Vedi, cara: è il cuore quello che rende prezioso il dono più umile. Ti assicuro che non potresti fare un regalo più bello a Manfredo ed a me.