—Buon giorno, Enrichettina, spicciati a venir con me dalla mamma, ti vogliamo far vedere una cosa che ti riempirà di contentezza.

—Che cosa c'è, babbo? chiese la piccina.

—C'è che il Signore ti ha fatto un regalo, un un bel regalo: nientemeno che un fratellino.

—Un fratellino? E dov'è? Su, su, portami a vederlo, te ne prego.

Il babbo aprì l'uscio della camera dove dormiva la mamma. A capo del letto c'era una donna di fuori che rifasciava un bambino.

Allora sì che piovvero le domande! Il babbo s'ingegnava di rispondervi alla meglio, e quando credè di avere appagato la curiosità dell'Enrichetta, questa gli domandò di punto in bianco:

—Babbo, chi è quella donna? Perchè abballotta così il mio fratellino? Non c'è pericolo che gli faccia male?

—Non ci pensar neppure. È una buona donna che ho mandato a chiamare, affinchè prenda cura del bambino, gli dia il giulebbe e lo rifasci.

—Ma il bambino è della mamma. Lo ha visto?

—Sì, che l'ho veduto, disse la signora scansando il parato del letto per veder meglio l'Enrichetta. E tu sei contenta d'averlo?