«Per fare la punta della calza, ognuna ha un uso proprio, ma per finire la mia, ne darò uno, che parmi assai semplice.
«Dopo la riga dei rovescini, che qui cessa, si fa una maglia, poi si stringe una prima maglia, se ne fa un'altra, poi si stringe una seconda maglia; indi se ne fa un altra e si stringe una terza maglia. Abbiamo strette tre maglie, facendone sempre una fra uno stretto e l'altro. Si compie il giro, e giunti agli stretti si passa avanti sorpassandoli d'una maglia, indi si stringe per 3 volte, facendo sempre una maglia fra uno stretto e l'altro, come al giro antecedente, e così di seguito, fino a che si hanno 9 maglie sui ferri che si stringono tutte in una volta.[1]»
Per questi particolari mi sono valsa del prezioso Manualetto di lavori femminili della signora Emilia Thomas Fusi.
Il corredino della bambola.
La Sofia e la Matilde non poterono, per quel giorno, andar nel giardino a saltar sulla fune. Pioveva; e quando piove, il partito più savio per una bambina è quello di starsene in casa a fare i balocchi.
La mamma aveva messo a disposizione delle due sorelline un bel pezzo di tela, una matassa di cotone, dei ferri di calza, un uncinetto, del nastro bianco, del cordoncino, alcune striscie di stoffa e l'occorrente per cucire.
Pensarono di fare un po' di corredino alla bambola, alla bambola nuova, che doveva patire un gran freddo nella sua vesticciuola di tarlantana rossa, a picchiolini d'oro.
—Ci rifaremo dalla camicia, disse la Sofia. Mentre tu taglierai i gheroni e gli attaccherai al corpo, io taglierò lo sprone e le maniche.