La figura centrale e quella superiore indicano la situla di Watsch; dei due frammenti a destra il superiore è da St. Marein (Carniola), l'inferiore e gli altri due a sinistra da Matrei (Tirolo). (Dallo Hoernes, Urgeschichte der bildenden Kunst in Europa, tav. XXXV).

Oltre che ad Este troviamo resti del Terzo Periodo a Caverzano, presso Belluno, ove esiste una vasta necropoli euganea con traccie della civiltà etrusca ed orientale[23].

Ma non tutto è paesano in questa età. — L'influenza straniera si dimostra coi vasi di tipo greco, e coi bronzi, i quali hanno analogie con bronzi etruschi del suolo bolognese, in tombe posteriori alle umbre. Notevole è che di tali bronzi, quali le ciste e le situle, si trovano esemplari nei paesi alpini e anche oltre le Alpi, in Val di Cembra, a Matrei, ad Hallstadt, a Moritzing presso Bolzano; a Watsch e a Sanct-Marein, nella Carniola; a Kuffarn, nella Stiria (ved. [tav. 24]); e si riguardano come monumenti della più antica arte italica, prodotti che dai centri industriali italici — e Felsina era tra questi — si spandevano nelle regioni settentrionali, seguendo forse quella via per cui dalle contrade nordiche era stata importata l'ambra in Italia[24].

Quarto Periodo. — Nelle tombe ascritte alla quarta età si vedono traccie d'occupazione celtica (ved. [tav. 22] e specialmente [23]), armi di ferro, quali si trovano anche nell'agro felsineo, dove la dominazione etrusca fu dall'invasione celtica distrutta. Nelle tombe euganee si vedono poi, e sempre crescenti, le vestigia dell'occupazione romana. Coi Romani gli Euganei furono in contatto fino dall'anno 224 av. C., e a loro furono sottomessi quando nell'anno 184 av. C. si ebbe la dedizione dei Veneti a Roma. Nelle tombe euganee-romane s'incontrano monete d'Augusto, d'un tempo che sta fra l'anno 708 e il 742 di R. (45-11 av. C.); cosicchè si può concludere che il Quarto Periodo si estenda dal IV al I secolo av. Cristo.

Sepolcri con rito di cremazione, con vasi, frammenti di situle, con fibule, perle d'ambra e di vetro, od altri arredi od ornamenti affini alla suppellettile delle tombe euganee, si vengono scoprendo a Caverzano presso Belluno, dove dalle reliquie d'una vasta necropoli si rivela una civiltà analoga a quella delle tombe euganee del Terzo Periodo, con indizî d'attinenza con la civiltà etrusca e d'influenza dell'arte orientale[25]. Si confronti con la suppellettile di due tombe atestine illustrate nella tavola [n. 20], pag. 58-59.

APPENDICE IV. Diffusione delle situle italiche di bronzo e di terracotta in Italia.

Dopo che il ch. Prosdocimi riconobbe quattro periodi archeologici in Este, in sèguito agli scavi fortunati in quella provincia (ved. Notizie degli Scavi, 1882), e il ch. Ghirardini ritrattò con studio più profondo ed esauriente l'argomento, riconoscendo nelle antichità di Este tre periodi principali: l'italico, il veneto e il gallico (ved. Notizie degli Scavi, 1888), lo stesso prof. Ghirardini trattò a parte l'argomento della situla italica primitiva, studiata specialmente in Este (ved. Monumenti antichi pubblicati per cura della R. Accademia dei Lincei, vol. II, 1894, col. 161 e segg., Iª parte; vol. VII, col. 1 e segg., IIª parte), trattando nella Iª parte Dell'origine e propagazione della situla in Italia, e nella IIª parte Della sua ornamentazione geometrica negli esemplari in bronzo, e negli esemplari di terracotta, aggiungendovi molte ricerche sull'ornamentazione a borchie (o imbullettatura) di bronzo dei vasi fittili (ved. [tav. 25]).

Motivi ornamentali di vasi fittili atestini, ottenuti con le borchie di bronzo confitte nella loro terra ancor molle.