La celebre cista Ficoroni, ora al Museo Kircheriano in Roma.

Tav. 34. — Per l'epigrafe ved. Serafino Ricci, Epigrafia latina. Milano, Hoepli, 1898, tav. LII, e relativa bibliografia intorno alla cista Ficoroni.

A questi cofanetti si volle attribuire un carattere religioso, come destinati a qualche speciale uso nelle misteriose funzioni di Bacco, e perciò le chiamarono ciste mistiche. Ma, come già si è detto, gli oggetti in esse solitamente contenuti, spettanti al mundus muliebris, cioè specchi, vasetti da unguento, fibule, aghi crinali, pettini di metallo, di osso o di legno, strigili, ecc., e perfino un ricciolo di capegli posticci (tanto è antico l'inganno delle belle chiome!) dicono chiaramente che son scatole o nécessaires de toilette, senza che tuttavia resti assolutamente esclusa la possibilità anche d'una sacra destinazione. Le più delle ciste non si trovarono nell'Etruria ma bensì nella città latina di Preneste, onde la denominazione di ciste prenestine; esse valgono come antichi esempî dell'arte latina con influenza greca; e quindi se ne riparlerà più avanti.

La singolare perizia degli Etruschi nel lavoro dei metalli, la particolare loro disposizione non ai grandi concetti artistici, ma al lavoro minuto e diligente, si rivela nei molti oggetti preziosi d'ornamento, finissimi lavori d'oreficeria e di glittica. Di oro sono collane, armille, corone di varissime foggie, fibule, bulle, anelli, con varietà grandissima di invenzioni decorative e con perfezione non mai superata. Buona parte di tali oggetti in tombe antichissime hanno caratteri di gusto e di stile orientale, fenicio e babilonese, con figure di sfingi, leoni, mostri alati, e collane con pendagli formati di idoletti egizî (ved. [tav. 35]).

Oreficeria etrusca (dal Museo del Louvre).

Tav. 35.Bijoux di varia dimensione, forma e fattura; dall'opera di J. Martha, L'art étrusque, tav. I. — N. 3, orecchino con granate. — 4, collier con scarabei di cornalina. — 1, 9, 10, orecchini in filigrana d'oro con oggetti d'ornato in smalto.