Birch, History of ancient pottery. 1873.

F. Lenormant, Les vases étrusques de terre noire in Gazzette archéologique. V anno, 1879.

F. Barnabei ed altri: Antichità dell'Agro Falisco in Monumenti antichi pubblicati per cura della Regia Accademia dei Lincei. Vol. IV, (1894).

II.

Arte etrusca.

I. —
Origine e carattere dell'arte etrusca. Suoi stretti rapporti con l'arte italica.

Con la dominazione del popolo etrusco in Italia, dalla valle del Po alle pianure della Campania, l'arte italica prende un largo sviluppo, di cui ci sono conosciute le condizioni ed i caratteri per molteplici monumenti, anzi può dirsi che veramente al dominio dell'arte spetti, per massima parte, quello che del popolo etrusco conosciamo; nelle sue tombe, nelle sculture, nei dipinti e negli arredi che le adornano, esso ha lasciato di sè molte memorie, che nella storia andarono, si può dire, perdute.

Sebbene ancòra non si possa con certezza affermare se il popolo etrusco abbia comunanza d'origine colle stirpi italiche, l'arte sua si può chiamare arte italica, perchè non solo questa si sviluppò quando la nazione etrusca crebbe prosperosa nella penisola, ma ancòra perchè l'arte italica diede essa stessa in molta parte i germi artistici, che poi, sviluppatisi presso gli Etruschi, fecero sorgere l'arte che noi diciamo ora arte etrusca. Dico in molta parte, perchè vedremo fra poco quanta parte vi abbiano anche l'elemento orientale e greco.

Se non che, per riconoscere l'entità di questi due elementi, bisognerebbe sapere quale sia l'elemento indigeno degli Etruschi, bisognerebbe aver un concetto chiaro, non solo intorno alle origini, ma anche intorno alle regioni dalle quali vennero in Italia.

Invece, pur troppo, le origini degli Etruschi s'avvolgono tutt'ora in molto mistero. La tradizione li fa di origine asiatica, dicendoli Lidî, per via di mare emigrati in Italia, secondo la leggenda tramandataci da Erodoto (I, 94); ma su questa leggenda l'antichità stessa esercitò l'esame critico, e Dionigi d'Alicarnasso (I, 26 e 30) volle confutarla, concludendo che gli Etruschi siano autoctoni, cioè aborigeni italici. La lingua degli Etruschi, della quale non pochi documenti nelle tombe ci furono conservati, ancòra non è spiegata, e muta resiste ai tentativi della filologia; la critica moderna etnografica e storica altro non ha potuto fare fuorchè comporre in nuove ipotesi gli sparsi elementi di tradizioni o di antiche notizie storiche.