Il Milani opportunamente cita nel suo magistrale lavoro sul Museo topografico dell'Etruria[92] i criterî che avevano determinato il Genarelli a proporre di preferenza la distribuzione geografica e topografica delle antichità etrusche, e tali criterî il Milani ripresenta come base del suo programma scientifico.
“Fermo il principio — scrive il Milani — che negli avanzi sculti e figurati compresi nel campo dell'archeologia, si ha una miniera di documenti atti a svelarci la vita, le costumanze, le fasi di prosperità o di decadimento di un paese o di un popolo, l'ordinamento più razionale e più utile di un Museo si è quello in cui i monumenti sieno disposti geograficamente, nè già divisi per serie generali; ma, al contrario, lasciata da parte la classe a cui appartengono per la forma, per la materia e per l'arte, si trovino riuniti insieme e sistemati in complesso tutti quelli che spettano ad un dato paese, il quale potrà solo in siffatta guisa essere, per mezzo della scienza archeologica, più sicuramente e più logicamente studiato e messo in evidenza„ (op. cit., pag. 14).
Conseguentemente a questi concetti, il Milani, avendo materiale archeologico a sua disposizione molto maggiore dei precedenti, ordinò i monumenti di provenienza etrusca nel pian terreno del Palazzo della Crocetta, in diciasette sale, ove figurano i principali centri della civiltà etrusca raggruppati intorno alle città rispettive.
I centri rappresentati nel Museo sono: Vetulonia sul Poggio di Colonna nelle prime tre sale: prima sala delle tombe a pozzetto, seconda sala delle tombe a circolo, terza sala del tumulo della Pietrera; Populonia (terza sala insieme con gli oggetti precedenti); Volsinii (quarta sala), comprendente le antichità di Orvieto e di Bolsena; Cortona, Arretium (Arezzo) con la celebre chimera in bronzo e la Minerva; Volaterra (Volterra), Chiusum (Chiusi) nella quinta sala, e Chiusi continua nella sesta sala, ove sono raccolti i monumenti iconici, specialmente i cosidetti Canopi chiusini (ved.tav. 30 di questo Manuale ), e nella settima, ove vi è disposta la Collezione Vagnonville.
L'ottava sala conteneva le antichità di Luna, l'antica Luni, e la nona quelle di Falerii, corrispondente a S. Maria di Falleri. Tuscania, corrispondente a Toscanella, ci presenta il suo bel leone di nenfro nella sala decima. Di Visentia, o Visentum sul luogo dell'attuale Bisentium si può seguire la storia e le tracce dalle origini fino al secolo V a. C., per mezzo soprattutto della ceramica nella sala undecima. La sala duodecima contiene i frantumi del tempio e le altre antichità minori di Telamone. Seguono poi le antichità di Tarquinii nella sala decimaterza, e da questa si passa molto più lontano nella decimaquarta, ove sono raccolti tutti i monumenti antichi, compresi, oltrecchè nell'àmbito della città di Volci (Vulci), anche nel territorio fra l'Albegna e l'Arrone, cioè la Pescia (romana) Succosa, Marsiliana, Poggio Buco, Pitigliano, Suana.
Seguono poi tanto nel Cortile, (XV), quanto nelle sale decimasesta e decimasettima le antichità di Florentia. Nel cortile vi sono esposti i resti architettonici, nella sala decimasesta la casa repubblicana e le terme attigue, mentre nelle ultime sale il Milani raccolse tutte le antichità primitive di Firenze, siano esse etrusche, siano anche romane, con le quali finisce la distribuzione topografica del Museo etrusco di Firenze.
III.
ARTE ROMANA
BIBLIOGRAFIA
I.
OPERE DI CARATTERE GENERALE
Architettura e Archeologia generale.