Augusto volse ogni sua cura ad abbellire Roma di nuovi e splendidi edifizî, e a questo fine diresse pure l'opera dei suoi ministri ed amici, volendo fare di Roma la vera e degna capitale del mondo. D'altra parte Roma riposava dalle lunghe guerre interne ed esterne, e, in una certa condizione di pace e di splendore si volgeva al culto delle arti.
Il Circo Massimo a Roma. Tavola 49.
Ricostruzione secondo A. Canina, Architett. rom. tav. 136. (Cfr. Guhl-Koner-Giussani, op. cit., II, pag. 207; Schneider, op. cit., XVI, 15).
La “Aedes Concordiae Augustae„ a Roma.
Ricostruzione in base ai ruderi di quella di Tiberio e di Druso dell'anno 10 d. C.
Tavola 50.
Ved. A. Schneider, Das alte Rom, tav. VIII, 9. (Cfr. Canina, Edifizi, IV, tav. 35).
1. Il Foro d'Augusto. — Quest'imperatore restaurò la città prima di lui per incendî ed inondazioni danneggiata, e la abbellì nuovamente. Le molte sue cure, spese sempre a vantaggio della città, sono ricordate nel testamento di lui[125]. È noto il suo detto che, trovata Roma di mattoni, la lasciava di marmo[126]. Fece erigere Augusto un tempio a Marte Ultore presso il Foro romano (ved.tav. 52 ), chiudendolo in un grande peribolo di colonnati e di muraglie, di cui rimangono imponenti ruine, e decorandolo con molte statue de' più insigni capitani romani. Fu questo il Foro d'Augusto, a lato del quale sursero poi altri Fori imperiali ancora più sontuosi (ved.tav. 53 ).
Per opera d'Augusto furono eretti in Roma ben sedici templi, senza dire dei molti che furono restorati; splendido era quello d'Apollo sul Palatino, recinto da sontuoso porticato, con molte colonne di preziosi marmi africani e bellissime statue greche; il porticato comprendeva la biblioteca greca e quella latina.
In Campo Marzio Augusto fece edificare il Portico dedicato ad Ottavia, sua sorella; ed il teatro (detto di Marcello dal compianto nipote), del quale rimangono ancora ruderi bellissimi (ved. Atl. cit., tav. XL n. 2 e tav. XLI ).