In questi primi saggi di disegno le figure animali già mostrano qualche vivezza e naturalezza di forme e di movimento, rivelando intelligenza della natura e sviluppo di disegno, mentre la riproduzione della figura umana è ancora rudimentale. Un medesimo modo d'ornamentazione s'incontra su piastre o placche di cinturoni, ora quadrangolari ora ovali; sopra cinturoni, o panziere di lamina di bronzo, con disegni d'augelli e fiorami a zone concentriche, così pure su guaine di bronzo di coltelli, delle quali una porta nel mezzo una figura di guerriero. Il progredire dell'arte nelle sue prime applicazioni all'industria appare manifesto anche negli altri oggetti d'ornamento, nelle armille terminate a testa di serpe, nelle grandi fibule con catenelle da cui pendono piccoli strumenti da toletta, nelle collane di tubetti di bronzo dorato, di chicchi d'ambra, di corallo e di pasta di vetro (ved. per alcuni oggetti Atl. cit., tav. XI ).
La situla lavorata a sbalzo di Watsch, nella Carniola, e frammenti d'altre situle. Tavola 24.
La figura centrale e quella superiore indicano la situla di Watsch; dei due frammenti a destra il superiore è da St. Marein (Carniola), l'inferiore e gli altri due a sinistra da Matrei (Tirolo). (Dallo Hoernes, Urgeschichte der bildenden Kunst in Europa, tav. XXXV).
Oltre che ad Este troviamo resti del Terzo Periodo a Caverzano, presso Belluno, ove esiste una vasta necropoli euganea con traccie della civiltà etrusca ed orientale[23].
Ma non tutto è paesano in questa età. — L'influenza straniera si dimostra coi vasi di tipo greco, e coi bronzi, i quali hanno analogie con bronzi etruschi del suolo bolognese, in tombe posteriori alle umbre. Notevole è che di tali bronzi, quali le ciste e le situle, si trovano esemplari nei paesi alpini e anche oltre le Alpi, in Val di Cembra, a Matrei, ad Hallstadt, a Moritzing presso Bolzano; a Watsch e a Sanct-Marein, nella Carniola; a Kuffarn, nella Stiria (ved.tav. 24 ); e si riguardano come monumenti della più antica arte italica, prodotti che dai centri industriali italici — e Felsina era tra questi — si spandevano nelle regioni settentrionali, seguendo forse quella via per cui dalle contrade nordiche era stata importata l'ambra in Italia[24].
Quarto Periodo. — Nelle tombe ascritte alla quarta età si vedono traccie d'occupazione celtica (ved.tav. 22 e specialmente23 ), armi di ferro, quali si trovano anche nell'agro felsineo, dove la dominazione etrusca fu dall'invasione celtica distrutta. Nelle tombe euganee si vedono poi, e sempre crescenti, le vestigia dell'occupazione romana. Coi Romani gli Euganei furono in contatto fino dall'anno 224 av. C., e a loro furono sottomessi quando nell'anno 184 av. C. si ebbe la dedizione dei Veneti a Roma. Nelle tombe euganee-romane s'incontrano monete d'Augusto, d'un tempo che sta fra l'anno 708 e il 742 di R. (45-11 av. C.); cosicchè si può concludere che il Quarto Periodo si estenda dal IV al I secolo av. Cristo.
Sepolcri con rito di cremazione, con vasi, frammenti di situle, con fibule, perle d'ambra e di vetro, od altri arredi od ornamenti affini alla suppellettile delle tombe euganee, si vengono scoprendo a Caverzano presso Belluno, dove dalle reliquie d'una vasta necropoli si rivela una civiltà analoga a quella delle tombe euganee del Terzo Periodo, con indizî d'attinenza con la civiltà etrusca e d'influenza dell'arte orientale[25]. Si confronti con la suppellettile di due tombe atestine illustrate nella tavolan. 20, pag. 58-59.
APPENDICE IV.
Diffusione delle situle italiche di bronzo e di terracotta in Italia.
Dopo che il ch. Prosdocimi riconobbe quattro periodi archeologici in Este, in sèguito agli scavi fortunati in quella provincia (ved. Notizie degli Scavi, 1882), e il ch. Ghirardini ritrattò con studio più profondo ed esauriente l'argomento, riconoscendo nelle antichità di Este tre periodi principali: l'italico, il veneto e il gallico (ved. Notizie degli Scavi, 1888), lo stesso prof. Ghirardini trattò a parte l'argomento della situla italica primitiva, studiata specialmente in Este (ved. Monumenti antichi pubblicati per cura della R. Accademia dei Lincei, vol. II, 1894, col. 161 e segg., Iª parte; vol. VII, col. 1 e segg., IIª parte), trattando nella Iª parte Dell'origine e propagazione della situla in Italia, e nella IIª parte Della sua ornamentazione geometrica negli esemplari in bronzo, e negli esemplari di terracotta, aggiungendovi molte ricerche sull'ornamentazione a borchie (o imbullettatura) di bronzo dei vasi fittili (ved.tav. 25 ). Motivi ornamentali di vasi fittili atestini, ottenuti con le borchie di bronzo confitte nella loro terra ancor molle. Tavola 25.
Ved. Ghirardini, La situla italica primitiva studiata specialmente in Este in Monumenti antichi, vol. VII, tav. 2ª. Ved. testo a pag. 58 e 66. Cfr. pel medesimo uso nel Territorio Falisco: Barnabei in Monumenti Antichi vol. IV (1894), col. 229 e segg.