—Sì, è troppo tardi, continuò egli con entusiasmo; voi avete voluto impedire le mie nozze; ebbene, sappiatelo, queste nozze non sono più che un pretesto dinnanzi alla società, che una giustificazione di ciò che l'amore ha già dato spontaneamente. Silvia fu mia! Che monta che essa abbia a morire? E che cosa è egli il morire? Ebbe mai l'amore altra aspirazione? Ebbe egli mai altra ricompensa che questa? O preceduto, o seguito, io invoco ora questa morte che voi avete voluto prepararmi.
—Oh, non io! esclamai, il cielo mi è testimonio se io ho desiderato e preparato la vostra morte. Voi dimenticate che io sono qui in questo momento per avvertirvi di un pericolo, non certo per minacciarvene.
—È vero, rispose egli con dolcezza, perdonate. E mi porse la mano che ritrasse subito, come avesse temuta di offendermi o di nuocermi con quel contatto.
Io lo guardai in volto come per interrogarlo. Egli era sì bello, sì sereno, era tornato sì nobilmente calmo; e v'era qualche cosa di così virile su quel suo viso di fanciulla, e v'era tanta forza in quella sua stessa debolezza, che io compresi come una donna avesse potuto accettare il suo amore anche a prezzo della vita. Ignorava se Silvia avesse conosciuto il segreto di quel giovine, ma sentiva come anche conoscendolo, il sacrificio della sua esistenza avesse dovuto apparirle assai misera cosa in confronto della dolcezza di quell'amore.
Egli conosceva forse il potere della sua bellezza, o mi lesse nell'animo, poichè fece atto di offrirmi una seconda volta la mano, e mi disse:
—Andate, andate, ve ne scongiuro. Voi siete buono, voi potreste sentire forse un poco di simpatia per me, e io potrei pagare d'ingratitudine il servigio che avete voluto rendermi colla vostra visita. È il mio destino!...
—E sia pur tale, interruppi, io non lo temo.—E afferrai la sua mano che mi strinsi al cuore.—Io vi aveva giudicato diverso, io aveva voluto impedire una sventura; fu tutta mia la colpa.
—Non vi torturate con questo pensiero, disse egli. Non sono io colui che potrà credere alla libertà delle azioni umane—l'arbitrio è una menzogna—la volontà non è che la prescienza di un atto già preordinato; essa non ha alcun peso sulla bilancia su cui si librano tutte le cose della vita—sulla bilancia del destino.
Io crollai il capo con espressione di dubbio. Egli osservò quell'atto e riprese:
—No, io non tenterò alcuna via per allontanare da me quel pericolo; sarebbe inutile. Ad ogni modo vi ringrazio.