Ma egli non rispose alla mia domanda, ed esclamò con aspetto attristato: «Questa rotella è alquanto deteriorata, non ne avete fatto un buon uso.»
—Non credo, io dissi, ma forse che le altre vostra ossa sono più solide?
Egli tacque ancora, s'inchinò la terza volta per salutarmi; e quando fu sulla soglia dell'uscio, rispose chiudendone l'imposta dietro di sè: «Sentite se le altre mie ossa non sono più solide.»
E pronunciando queste parole percosse il pavimento col piede con tanta violenza che le pareti ne tremarono tutte; e a quel rumore mi scossi e... mi svegliai.
E appena desto, intesi che era la portinaia che picchiava all'uscio e diceva: «Son io, si alzi mi venga ad aprire.»
—Mio Dio! esclamai allora fregandomi gli occhi col rovescio della mano, era dunque un sogno, nient'altro che un sogno! che spavento! sia lodato il cielo... Ma quale insensatezza! Credere allo spiritismo... ai fantasmi... E infilzati in fretta i calzoni, corsi ad aprire l'uscio; e poichè il freddo mi consigliava a ricacciarmi sotto le coltri, mi avvicinai al tavolino per posarvi la lettera sotto il premi-carte...
Ma quale fu il mio terrore quando vi vidi sparita la rotella, e al suo posto trovai il nastro nero che vi aveva lasciato Pietro Mariani!