I pensatori e i filosofi di tutte le epoche e di tutti i paesi parlano dei loro tempi, come di tempi eccezionalmente scellerati. È logico arguire che gli uomini siano stati scellerati in ogni tempo.
Diffidate degli uomini che non hanno passioni.
Confessare altrui i proprii difetti è assai meno doloroso che confessarli a sè stessi.
La malignità è cattiveria impotente.
Come gli uomini usano nell'età che precede o tocca la giovinezza, ed anche nell'età adulta, se rozzi, adoprare in ogni cosa la violenza, e farsi ragione da sè colla forza del braccio, ed ogni loro ambizione e coscienza di giustizia riporre nella maggiore o minore virtù di quello, così le nazioni giovani, o tralignate se adulte, costumano di fare; nè sanno altra cosa ambire che un esercito poderoso, nè d'altro curarsi che delle arti di guerra, nè in altro modo tutelare le leggi e la libertà che colla violenza e col sangue. L'una cosa l'infanzia degli uomini rivela, l'altra l'infanzia delle nazioni. Ma come quelli l'età e gli ammonimenti correggono, queste le tradizioni correggeranno ed il tempo; benchè l'esistenza dei primi sia breve e ci sia dato avvertirlo coll'esperienza, delle altre indefinita, nè possiamo dedurlo che dal senno nostro e dalle leggi immutabili dell'universale progresso.