Sopra Taceno sta fra le selve pittorescamente ascoso il casale di Vegno e più in su è Crandola, con una chiesa del XV. secolo adornata di alcuni discreti affreschi. Fra Crandola e Margno si rinvengono buone coti da rasoj.

Sulla strada di Taceno e Margno incontri Bagnala già villaggio di qualche considerazione ed ora, non si sa per qual disastro, è ridotto in un mucchio di case smurate e scoperte e cinge le mura intorno alta l'ortica.

Margno con una chiesa del secolo XI. sta in amena situazione e da lontano fa bella mostra di sè. Ma deh! lo guardi il cielo dal Bandito, montagna che gli sorge alle spalle e minaccia ad ogni istante di piombargli addosso. È patria di Marco Aurelio Grattarola autore di operette spirituali, principal promotore della canonizzazione di San Carlo e direttore della fabbrica del sacro monte di Arona. Qui comincia a farsi meno mite la temperatura in modo che non vi matura il melgone.

Entrasi nella valle Casarga, che congiunge la valle di Pioverna con quella di Varrone e riceve il nome dal villaggio di Casargo. Belle donne avrai già vedute quasi in ogni paese della valle, ma sopra tutte bellissime sono quelle di Casargo, Margno, Crandola e Vegno. Biondi capelli ed occhi cilestri come le Olandesi; rubicondo volto e tondeggiante petto, dono dell'aria sottile; vivacità e cortesia negli atti, privilegio delle Italiane, sono i caratteri del bel sesso di questi luoghi. Lungo la strada porrai mente ad alcune piante castanili di smisurata grossezza.

Disceso nella valle di Varrone e passato il ponte gettat sopra un profondo abisso si sale per asprissimo sentieruolo all'alpestre Premana, rinomato per la grossezza e squisitezza delle sue rane. Nella chiesa di San Dionigi ricca di molte argenterie è un Sant'Ilario di Lattanzio Querena. Vi nacquero Giovanni Bellati e frate Girolamo Cotica, l'uno e l'altro buoni pittori. I pochi campi essendo molto acclivi, sono continuamente dilavati dalle pioggie ed è necessario ogni anno riportar la terra dal basso all'alto. Singolare è il dialetto premanese, singolare la foggia di vestire nelle donne. Portano esse un largo cappello di feltro, calze e calzoni rossi, veste rossa di mezzalana che giunge fino al ginocchio e da un lato tengono appeso un coltello. Un terzo degli abitanti è a Venezia a lavorar di ferrajo. Sotto i dirupi su cui è fondato il paese fra immensi macigni precipitoso il fiume Varrone discorre ed ivi sono i forni di fusione di ferro, dei quali solamente quello del signor Innocenzo Fondra è ora in attività. Nel letto di questa valle, la quale sbocca a Dervio, vi sono miniere di ferro, di rame, di piombo, marmo bindellino e cipollino, ardesia tegolare, e massi di granito di molta varietà.

Seguendo la correntia del fiume si va a Pagnona, ove finisce l'attuale Valsassina. Gli avanzi di una fortezza, che qui s'ergeva ti rammenterà il feudalismo non meno che le irate contese tra i Guelfi e i Ghibellini, di che fanno prova le armi e le ossa recentemente dissotterrate. Da Pagnona in sette ore agevolmente puoi salire sulla vetta del Legnone.

Superbo padre di cristalli azzurri

E pietre peregrine il capo alzando

Denudato alle nubi e sull'antico

Fianco di faggi educator primeggia