Tu la vibri alla Natura! ec.
Vidi più d'una volta il venerabile vecchio seduto fuori di questa villa intendere il mancante acume degli occhi ad osservare le bellezze della natura e il tumulto di chi andava, l'otto di settembre, alla Madonna d'Imbevera. Io, a quei tempi, fanciullo non scorgeva in lui che un povero sgraziato; ignorava quale favilla d'ingegno animasse quelle membra logorate.
Le molte pudrighe di Caraverio sono miste a piriti assai brillanti.
Dolzago che gli sta appresso è tagliato dal torrentaccio che cala dai monti di Nava e che dà moto ad alcuni filatoj d'Ello, Cogoredo e Dolzago. Lasci a manca Sirone posto in un fondo uliginoso, ricco di torba, della quale si potrebbe trar un utile e alla combustione ed al concime, poichè ognun sa quanto la cenere di essa giovi ad impinguare i terreni. Qui sono le più ricche cave di pudinga di compattissima grana, onde si fanno moltissime mole da mulino; a ponente di Sirone è Molteno colla chiesa posta sur una vetta piramidale. A Dolzago è benemerito il nome del conte Annoni che mise a coltura molti boschi e che possiede un casamento colonico dipinto a guisa di palazzo, e un vasto filatojo al casale di Zero. Ad Ello poi, terra di molti setificj, ha la sua delizia campestre con bel giardino; a cui farà bella compagnia fra poco la casa Prinetti che si sta rinovando.
Uscendo da Ello, superata la chiesetta di San Giacomo ove sono mummie intere, vedi alzarsi a destra la villa Paolina, fabbricata dal generale Pino ed ora di proprietà del conte Giuseppe Greppi. Sorge essa sul vertice del colle a cui si ascende per un comodo viale, e racchiude nel suo ricinto fecondissimi ronchi e giardini; ha davanti un terrazzo, all'ingresso cancelli di ferro, a fianco alcune case rustiche di aggradevole effetto; nell'interno un regolare scompartimento di sale, di stanze e di tutti i comodi che rallegrano la vita campestre; un viale di piante verdeggianti guida al monumento eretto al general Pino, donde prosegue fino sulla strada di Bartesago, che da Ello conduce a Galbiate.
Da Dolzago, divergendo a sinistra, passata la Bergamina e il Ceppo del Corno riesci ad Oggiono posto a mezzodì d'un laghetto. Ha questo borgo grossa popolazione, è ricco di setificj dei quali molti si rialzano sulla collina a levante del lago. La chiesa presenta nell'interno una croce latina di buon disegno, ha belle cappelle, un pregiato San Giuseppe di Appiani, lavoro giovanile, dove il Padre putativo appare, credo per la prima volta, in sembianze più auguste che non usassero gli antichi, i quali dipingevano in lui un vecchio logoro, estenuato e macilento. Un nuovo altare, disegnato elegantemente dall'ingegnere Bovara, è ornato di due angioli in marmo dell'illustre scultore Marchesi, pieni di grazia e di greca perfezione. La sagrestia ottangolare era uno degli antichi nostri battisteri, in appresso senza autorizzazione superiore convertita all'uso presente; vi ravvisi tuttora le solite scale che guidavano al verrone destinato ad accogliere i concorrenti. Finestre lunghe e strettissime furono rinchiuse, ed aperto in loro vece un barocco finestrone.
Vuoi godere anche qui un buon punto di vista? ascendi al Belvedere, piazzuolo posto di sopravvia alla chiesa donde vedrai il variatissimo prospetto della Valmadrera, della costa di Civate, del territorio di Lecco, della collina di Galbiate.
La strada qui si partisce in due rami separati dall'interposto laghetto; il ramo orientale lasciando a manca Imberido va fino a Sala, gruppo di case al piede occidentale del Montebaro, da cui poco dista la chiesa di San Simone, luogo d'annua fiera ai 28 d'ottobre; il ramo occidentale conduce ad Annone collocato ad oriente d'una catena di collinette, e sur una lingua di terra, che si avanza molto nel lago. Questa divide il bacino in due parti la più grande delle quali, di figura quasi ovale, riceve il nome di lago d'Oggiono, l'altra, più picciola e di configurazione piuttosto triangolare, reca il nome di lago d'Annone. Un'altra penisola si protrae nella riva settentrionale del bacino ed è volgarmente chiamata d'Isella, ridente di vigneti, di biade, di gelsi, popolata di contadini e pescatori. Nella casa Carpani esistono alcuni pregiatissimi quadri di Cesare da Sesto a figure isolale, fra cui primeggiano il Padre Eterno ed una Madonna. Benissimo si raffrontano con questi due teste bellissime, una della Vergine di grandezza naturale, l'altra di Cristo ed ambedue lavori del Sasso Ferrato.
Di qui assecondando il lago si riesce a Suello, dal quale piegando ad oriente viensi a Civate, che riesce sulla strada provinciale che da Lecco mena a Como.