FLAMMINIO. Che fai, in casa, del mio ragazzo?

CLEMENZIA. Che ragazzo? E tu dove entri, prosuntuoso? vuoi intrare in casa mia per forza?

FLAMMINIO. Clemenzia, al corpo della sagrata, intemerata, pura, se tu non mel rendi…

CLEMENZIA. Che volete ch'io vi renda?

FLAMMINIO. Il mio ragazzo che s'è fuggito in casa tua.

CLEMENZIA. In casa mia non vi è servidor nissun vostro; ma sí bene una serva.

FLAMMINIO. Clemenzia, e' non è tempo da muine. Tu mi sei stata sempre amica, ed io a te; tu m'hai fatti de' piaceri, ed io a te. Or questa è cosa che troppo importa.

CLEMENZIA. Qualche furia d'amor sará questa. Orsú, Flamminio! Lasciatevi un poco passar la collera.

FLAMMINIO. Io dico, rendemi Fabio.

CLEMENZIA. Vel renderò.