FLAMMINIO. Tanto contento quanto di cosa ch'io facesse giá mai.

CRIVELLO. Sposatevi e poi colcatevi a vostra posta. Oh! Io non v'ho detto che voi la baciate, io.

CLEMENZIA. Or sapete che mi par che ci sia da fare? Che ve ne intriate in casa mia, in tanto ch'io andarò a fare intendere il tutto a Virginio e darò la mala notte a Gherardo.

FLAMMINIO. Va', di grazia; e contalo ancora a Isabella.

SCENA IV

PASQUELLA e GIGLIO spagnuolo.

GIGLIO. Por vida del rey, que esta es la vellacca di Pasquella que se burlò de mí y urtommi mis quentas per enganno. Oh como me huelgo de topalla!

PASQUELLA. Maladetto sia questo appoioso! Ben mi s'è dato testé tra' piei, che possi egli rompere il collo con quanti ne venne mai di Spagna! Che scusa trovarò ora?

GIGLIO. Signora Pasquella!

PASQUELLA. La cosa va bene. Io son giá fatta signora.