VIRGINIO. Nol creder, Gherardo. Credi ch'io tel dicesse? Ti prego che non vogli guastar quel che è fatto.

GHERARDO. Io ti priego che non me ne parli.

VIRGINIO. Oh! Vòi mancar della tua parola?

GHERARDO. A chi m'ha mancato di fatti, sí: oltra che tu non sai se la potrai riavere o no. Tu mi vòi vendere l'uccello in su la frasca. Ho ben sentito, quando tu ragionavi con Clemenzia, il tutto.

VIRGINIO. Quando io non la riabbia, io non te la vo' dare; ma, s'io la riaverò, non sei contento che le nozze si faccin subito?

GHERARDO. Virginio, io ho avuta la piú onorata moglie che fusse in questa cittá e ho una figliuola che è una colombina. Come vòi ch'io mi metta in casa una che s'è fuggita dal padre e va per questa casa e per quella vestita da maschio, come le disoneste donnacce? Non vedi ch'io non trovarei da maritar mia figliuola?

VIRGINIO. Passato qualche dí, non se ne ragionará piú. Che credi che sia? E' non vi è altri che tu e io che lo sappi.

GHERARDO. E poi ne sará piena tutta questa terra.

VIRGINIO. E' non è vero.

GHERARDO. Quant'è ch'ella è fuggita?