PASQUELLA. E che! Sta in ginocchioni dinanzi al suo altaruccio.
GHERARDO. Benedetta sia ella! Io ho una figliuola che sempre sta in orazione. È la maggior cosa del mondo.
PASQUELLA. Oh quanto ben dite! La digiuna tal vigilia che Dio vel dica; dice l'officio, come una santarella.
GHERARDO. Somiglia quella benedetta anima di sua madre.
PASQUELLA. Dice il vero. Oh quanto ben faceva quella meschina! Eran piú le discipline ch'ella si dava e i cilici ch'ella portava che non è quanto bene l'altre fanno oggi: limosiniera per la vita; e, se non fusse stato per amor di voi, non capitava né frate né prete né povarello a quello uscio che non ricettasse e non gli desse ciò ch'ella aveva.
VIRGINIO. Coteste eran buone parti.
PASQUELLA. Vi dico piú oltre che la si levò dugento volte, una e due ore innanzi dí, per andar alla prima messa de' frati di San Francesco, ché non voleva esser veduta né tenuta una pòrchita come fanno certe graffiasanti ch'io conosco.
GHERARDO. Come «pòrchita»? Che vuo' tu dire?
PASQUELLA. Pòrchita, sí; come si dice?
VIRGINIO. Cotesta è una mala parola.