CLEMENZIA. Va'. Dállo pure a chi tu debbi aver dato la buona notte.
LELIA. Se ad altri ho data la buona notte, a voi darò il buon dí, se lo vorrete.
CLEMENZIA. Non mi rompare il capo, ché tu mi faresti, questa mattina… ti so dir io.
LELIA. Sète forse aspettata dal guardian di San Francesco? o pure andate a trovar fra Cipollone?
CLEMENZIA. Doh! che te venga la febre ben ora! Che hai a cercar tu i fatti miei né dov'io vo né dov'io stia? che guardiano? che fra Cipollone?
LELIA. Oh! Non v'adirate, mona Molto-mena-e-poco-fila.
CLEMENZIA. Per certo, io conosco costui; e, non so dove, mi pare averlo veduto mille volte. Dimmi, ragazzo: e dove mi conosci tu, che vuoi saper tanto delle cose mie? Levati un poco questa cappa dal volto.
LELIA. Orsú! Fai vista di non mi conoscere, eh?
CLEMENZIA. Se stai nascosto, né io né altri ti conoscerá.
LELIA. Tirati un poco piú in qua.