[84]. Nel protocollo notarile di ser Lapo Gianni (Archivio antecosimiano dei Contratti, nell'Archivio fiorentino di Stato) occorre un atto dei 2 gennaio 1328, risguardante condottieri e milizie a soldo, intestato così: «Actum in ducali Palatio Florentie, presentibus testibus ecc.».

[85]. G. Villani, X, XI.

[86]. G. Villani, l. c.

[87]. G. Carducci, Rime antiche da carte di archivî; nel Propugnatore, vol. XXI (an. 1888), pag. 8.

[88]. Nov. CXXXVII: «Come le donne fiorentine, senza studiare o apparare leggi, hanno vinto e confuso già con le loro legge, portando le loro fogge, alcuno dottor di legge.»

[89]. Al 1306 mostrano risalire gli Ordinamenti intorno agli sponsali ed ai mortorî (P. Emiliani Giudici, Storia dei Comuni italiani, III, 149-170), in quanto si connettano con la istituzione fatta nel 1306 dell'Esecutore degli Ordinamenti di giustizia. E in un Consiglio del 1290 si discuteva dello «scrivere le vestimenta», cioè far l'inventario degli ornamenti femminili; e fra i consulenti era ser Brunetto Latini (Alla biografia di ser B. L. contributo di documenti per I. Del Lungo; a pag. 251-52 della Monografia di T. Sundby, tradotta da R. Renier, Della vita e delle opere di B. L.; Firenze, Succ. Le Monnier, 1884). Vedi poi la cit. Conferenza di G. Biagi, La vita privata dei Fiorentini, §§ VI, VII, pag. 100 segg.

[90]. Chi voglia gustare un saggio del bel volgare di quei documenti, può vedere i citati Ordinamenti intorno agli sponsali e ai mortorî, e altri Ordinamenti del 1388 pubblicati e illustrati da D. Salvi a pag. 221-237 della Regola del governo di cura familiare del beato Giovanni Dominici fiorentino; Firenze, 1860.

[91]. Scritti editi e inediti; Firenze, Barbèra, 1877; I, 409-410.

[92]. Da quell'Ovidio «delle donne» vedi curiosi saggi di psicologia femminile in alcune pagine del cit. mio libro su Dino Compagni ec., I, 418 seg.

[93]. Esempio insigne Fra Domenico Cavalca, Volgarizzamento della Epistola di S. Girolamo ad Eustochio (Roma, 1764), pag. 356: «Volendo per utilità di molte donne religiose e altre oneste vergini, e ancora molte altre persone che non sanno grammatica, recare in vulgare quella bella Pistola la quale San Girolamo mandò ad Eustochio nobilissima vergine di Roma, inducendola ad amare e ben guardare la santa verginità, e a bene renunciare lo mondo tutto; do ad intendere a ciascuno che legge, che ecc