[177.] Amalricus Augerius, Pandulphus Pisanus, et Catalogus Papar. t. III. p. II. p. 332. — 335. — Ptolomei Lucensis Hist. Eccles. l. XVI. c. 27. t. XI. p. 1043. Molti cataloghi pongono qui un papa Domno, di cui la Chiesa riconosce l'esistenza sotto nome di Donno, quantunque i calcoli de' tempi non lascino alcuno spazio per il suo regno di diciotto mesi. Io credo che questi sia lo stesso Benedetto VI, Domnus Benedictus. Sarà stato ommesso in una qualche copia del catalogo il nome di Benedetto, ed il titolo di Domno diventato il nome d'un secondo personaggio supposto, la di cui istoria è perfettamente simile a quella di Benedetto VI.

[178.] Questa genealogia dei conti Tusculani che dà ragione del loro credito e subita potenza, non ha fors'altro fondamento che il ritorno degli stessi nomi nelle famiglie; ma io la vedo adottata da Vitali, Stor. Diplom. dei Senat. di Roma p. I. p. 23, ed indicata ancor dal Pagi. Critica an. 975. § 3.

[179.] Bonifacio VII fu sottratto ai castighi che aveva meritato da subitanea morte: ma il di lui cadavere abbandonato agl'insulti della plebe, dopo essere stato strascinato per le strade, fu appiccato al cavallo di Costantino. Catal. Papar. 335.

[180.] Baron. ad an. 996. Egli riporta il suo epitaffio. §10.

[181.] Vita Johan. XV. ex Amalr. Augerio, t. III. p. II. p. 334.

[182.] Che fino ai tempi di Carlo Magno, o poco prima, la repubblica veneta riconoscesse la supremazia degl'imperatori d'Oriente, è opinione assai probabile, comecchè rigettata dagli storici veneti; ma dopo i Carlovingi è certo ch'erasi affatto emancipata dalla corte di Costantinopoli, colla quale conservava strettissime relazioni per la necessità del commercio che aveva con quella capitale. N. d. T.

[183.] Era originario di Rossano di Calabria, ed aveva avuto il favore di Ottone II.

[184.] Acta s. Nili abbatis apud Baron. an. 996. § 16. 17. et 18.

[185.] Arnul. Hist. Med. l. I. c. 11. et 12. t. IV. p. II. — Landul. Senior Hist. Med. l. II. c. 19. p. 81. — Chron. Monast. Cassin. lib. II. c. 18. p. 352.

[186.] Stephania autem uxor ejus traditur adulteranda Teutonibus. Arnulph. Med. loco cit. — Ab uxore, ut fertur Crescentii Senatoris... qua impudice abutebatur, potionatus. Chronic. Cassinense lib. II. c. 24. p. 355. — Landolfo il vecchio dice ch'ella lo fece avviluppare entro una pelle di cervo avvelenata, e non meno micidiale di quella del Centauro Nesso.