[205.] Baron. Annal. Ib. § 15 — 23.

[206.] L'opinione dell'autore non è quella della chiesa cattolica vittoriosamente difesa da tante egregie opere, e specialmente da quella profondissima d'Antonio Arnaldo intitolata: Perpetuité de la fois ec.

[207.] Pietro Leone non ottenne per altro nè la confidenza dell'imperatore, nè quella d'Onorio II. Il vescovo scismatico Benzo lo aveva dipinto come un furbo. Benzoni Episc. Albensis Panegir. Hen. III. Im. lib. II. c. 4. et 8. p. 985. 987 apud Menchen. Scrip. Germ. t. I.

[208.] Benzo Paneg. lib. II. p. 982 ec. — Vita Alexandri II ex Card. Arrag. t. III. p. I. p. 302. — Vita ejusdem pont. ex Amalrico Augerio p. II. p. 356.

[209.] Al nostro segretario Fiorentino dobbiamo questa verissima osservazione energicamente sviluppata nelle sue storie. Accadeva ai papi ciò che vediamo accadere a chiunque per dignità o per merito trovasi elevato a somma riputazione; i lontani ne conoscono soltanto le virtù, i vicini le virtù ed i vizj. N. d. T.

[210.] Il sig. Fiorentini detto Lucchese scrisse con prodigiosa erudizione la vita della contessa Matilde. Abbiamo pure una vita in prosa di un anonimo, ed un'altra in versi di Donizzone suo suddito e cappellano di Canossa, ambedue suoi contemporanei, le quali trovansi nel tomo V. Scrip. Rer. Ital., e nel tomo I. Script. Brunsvic. Leibnitrii.

[211.] Matilde era nata da Bonifacio e Beatrice l'anno 1046 e morì nel 1115.

[212.] Lambertus Schafnaburgensis de rebus gestis a German. p. 403. apud Struvium Scriptorum Germanicorum, t. I.

[213.] Lambertus Schafnab. de Rebus German. p. 420.

[214.] Riporterò intorno a questo avvenimento i versi di Donizzone, cappellano di Canossa, il quale fu probabilmente testimonio dell'avvilimento d'Enrico. Sarà questo in pari tempo un saggio della sua barbara poesia. Vita Com. Mathil. l. II. c. I. p. 366.