Ovid. Metam. l. I. v. 416.

[419.] Hieronym. Blancœ Aragon. Rer. t. III. Hisp. Illust. p. 588.

[420.] Ibid. Privilegium Reg. Alfonsi Bellatoris p. 640.

[421.] L'esistenza della repubblica d'Islanda dal IX al XIII secolo s'oppone a quest'osservazione sull'origine dello spirito sociale nelle sole città. Io non conosco abbastanza la storia delle repubbliche d'Islanda per dare una sufficiente contezza della loro esistenza. Si può non per tanto comprendere che sotto un cielo di ferro, in un clima tanto nemico, gl'individui sono troppo deboli per non unirsi subito in società; che quantunque sianvi state in Islanda poche città, le calde sorgenti delle radici dell'Ecla ed i porti più proprj alla navigazione ed alla pesca, dovevano essere punti di riunione ove gli uomini imparavano tosto ad amarsi ed a trattarsi come fratelli.

[422.] Qui l'autore con molta dignità accenna quelle rivoluzioni dei governi, che sono il necessario effetto dell'allontanamento loro dalla rispettiva istituzione. Ammessi con Aristotele tre sole qualità di governi, il monarchico, quello degli ottimati ed il democratico, le nazioni non passano giammai dall'uno all'altro di salto, ma bensì provando i mali che accompagnano il corrompimento loro, o la rispettiva sconvenienza al paese ed ai costumi. Perciocchè come una sterile e ristretta regione verrebbe esposta ad insopportabili aggravj se dovesse provvedere allo splendore di regia corte; così in ampio e fertile territorio e tra il lusso e la disuguaglianza infinita delle ricchezze de' privati mal può provare la frugalità repubblicana.

Nota del Trascrittore

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